Marina Busignani Reffi - Macrocosmi
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«Discromie armoniche», del 1982, è tecnica mista su tela di cento centimetri per lato, e il titolo è quasi una dichiarazione di metodo: una discromia è un'alterazione del colore, un difetto: metterla accanto ad «armoniche» significa dichiarare che il difetto è la struttura.
È un modo di pensare la pittura molto del suo tempo. Negli anni Ottanta, dopo il rigore concettuale del decennio precedente, la pittura italiana torna al colore e alla materia; le tecniche miste (sabbie, colle, pigmenti puri, garze) servono a dare alla tela uno spessore che la pittura a olio da sola non dà.
La scheda ne mostra un particolare: una scelta editoriale che privilegia la superficie rispetto alla composizione d'insieme.
Linea continua: dati osservati; linea tratteggiata e fascia più tenue: stima fra osservazioni. Un punto segna i mesi in cui il mercato si è mosso: pieno se il valore nasce da vendite concluse, vuoto se da prezzi richiesti. La fascia mostra la dispersione dei prezzi, non un prezzo garantito, e le cifre sono indicative: sono arrotondate di proposito e non corrispondono al prezzo di una singola vendita.
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