La Cappella Sistina - Sandro Botticelli, Tentazioni di Cristo
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Luca Signorelli dipinse in Sistina il testamento e la morte di Mosè, l'ultima scena del ciclo mosaico, e Vasari gli dedica una delle pagine più dure delle sue «Vite».
Racconta che a Cortona il figlio del pittore, giovane e bellissimo, fu ucciso. Signorelli lo fece portare a casa, lo fece spogliare e lo disegnò, senza versare una lacrima, per poter continuare a vedere con l'opera delle proprie mani quello che la natura gli aveva dato e la sorte tolto.
Se l'episodio sia vero non si sa. Ma dice bene che cosa fosse considerato un pittore in quel secolo: non un uomo che esprime i propri sentimenti, ma uno che ha il mestiere di fissare le cose. Signorelli è anche l'autore degli affreschi del duomo di Orvieto, dove i corpi si torcono in modi che Michelangelo, quarant'anni dopo, avrebbe guardato con molta attenzione.
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