Van Eyck - Polittico dell'Agnello Mistico
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Jan van Eyck fu fra i primi pittori europei a firmare e datare regolarmente i propri lavori, in un'epoca in cui l'opera apparteneva al committente e il nome dell'esecutore raramente contava.
Su diverse tavole aggiunse anche un motto: «Als ich can», in fiammingo, cioè «come meglio posso». È una formula di modestia che nasconde un doppio senso, perché suona anche come un gioco sul suo nome, e la si legge dipinta in caratteri greci imitanti l'incisione su pietra, come se fosse scolpita nella cornice.
È il segno di un mestiere che sta cambiando statuto. Un artigiano esegue; un autore firma e si giudica. Da lì a un secolo, in Italia, Vasari avrebbe scritto le vite dei pittori come si scrivono quelle degli uomini illustri; ma l'abitudine di lasciare il proprio nome sull'opera era già cominciata a nord delle Alpi.
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