Antonio Canova in Vaticano - Antonio Canova, Perseo
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Il monumento funebre di Clemente XIII, che Canova terminò nel 1792 in San Pietro, gli diede fama europea. Le parti più ammirate furono subito due: i leoni ai lati del basamento, uno vigile e uno addormentato, e il Genio della Morte, un giovane nudo con la fiaccola rovesciata.
Quel nudo creò problemi. In una basilica, e per giunta accanto a un sepolcro papale, la figura fu giudicata sconveniente, e le si applicò un panneggio di metallo che copre ciò che va coperto. È ancora lì, e si distingue benissimo dal marmo.
È il destino ricorrente della scultura sacra: le stesse braghe che il concilio di Trento aveva fatto dipingere sul Giudizio Universale ricompaiono due secoli dopo, in bronzo, su una statua neoclassica. Cambia il materiale, non l'imbarazzo.
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