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Quanto vale la mia scheda telefonica?

La risposta breve, e non è quella che si spera: circa 85 schede su 100 valgono meno di dieci euro. Su 3.847 schede che quotiamo, 10 superano i cinquecento.

Le eccezioni però esistono davvero, e riconoscerle richiede un minuto. Ecco come si fa, e come si leggono le cifre che si trovano in giro.

Il modo più rapido: fotografarla

Il riconoscitore confronta la foto con le 5.100 schede del catalogo e ti dice qual è e quanto vale. Serve una foto del fronte, fatta con il telefono, anche storta. Non serve registrarsi.

Scatta e riconosci oppure cerca nel catalogo per titolo o codice

Come sono distribuiti i valori

Questi sono i nostri numeri di oggi, ricontati a ogni visita. Non è una classifica delle schede rare: è la fotografia di che cosa vale quello che sta nei cassetti degli italiani.

FasciaSchede
meno di 1 € 685
fra 1 e 10 € 2.594
fra 10 e 50 € 408
fra 50 e 200 € 124
fra 200 e 500 € 26
oltre 500 € 10

Perché in giro si leggono cifre da capogiro

Perché quasi tutte quelle cifre sono prezzi chiesti, non soldi passati di mano. Un venditore può chiedere mille euro per una scheda e non venderla mai: quella richiesta finisce nei cataloghi e da lì negli articoli, e diventa «il valore».

Noi le due cose le teniamo separate. Delle 3.847 quotazioni, 505 poggiano su vendite davvero concluse; le altre sono stime, e sotto la cifra la scheda lo scrive: stima indicativa, dati di mercato insufficienti. Il prezzo più alto che poggia su vendite ripetute è € 165,48, su 118 - Orizzontale, con 3 vendite osservate.

Se una scheda vale davvero mille euro, qualcuno deve averla comprata a mille euro. Finché quella vendita non si vede, è una speranza, non un prezzo.

Che cosa rende preziosa una scheda

La tiratura, prima di tutto: conta quante ne sono state stampate, non quanto è bella. La più bassa fra le schede emesse del catalogo è Capri Images - Paolo Pratella 1925, 100 copie. Attenzione però: la tiratura stampata non è sempre quella distribuita, e certe emissioni furono in gran parte distrutte.

La conservazione: una scheda nuova, mai usata e senza pieghe, vale un multiplo della stessa scheda consumata. Per questo il catalogo tiene due quotazioni separate, nuova e usata.

Le varianti di stampa: due schede identiche all'occhio possono essere due schede diverse, distinte da un codice sul retro o dallo stampatore. È lì che si nascondono le sorprese, ed è la ragione per cui conviene identificarla prima di venderla.

E se non vale niente?

Vale comunque qualcosa da guardare. Dietro le schede del catalogo abbiamo scritto 1.333 racconti: che cosa c'è sopra, chi l'ha stampata, perché proprio quella immagine in quell'anno. Messe in fila sono un archivio dell'Italia dal 1976 in poi che nessuno aveva intenzione di costruire.

Se trovi un errore

Il catalogo lo correggono i collezionisti: in fondo a ogni scheda c'è una riga per segnalare un dato sbagliato o mancante, e si può scrivere anche da qui. Chi le schede le ha in mano vede in due secondi quello che a noi sfugge in mezzo a 5.100 righe.