Madonna della Misericordia
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L'«Ultima comunione di san Girolamo» di Domenichino, del 1614, è al centro della più famosa accusa di plagio della storia dell'arte italiana.
Il rivale Giovanni Lanfranco sostenne che l'opera copiasse un dipinto dello stesso soggetto di Agostino Carracci, e per dimostrarlo fece stampare e diffondere un'incisione dell'originale, così che chiunque potesse confrontare. Fu una campagna pubblica, condotta con gli strumenti dell'editoria, e segnò per sempre i rapporti fra i due.
Il giudizio dei posteri andò però in direzione opposta. Per tutto il Seicento e il Settecento il quadro fu considerato uno dei più grandi mai dipinti (Nicolas Poussin lo metteva subito dopo la Trasfigurazione di Raffaello), e generazioni di allievi lo copiarono in Vaticano come esercizio d'obbligo.
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