Testa Femminile
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Il presepe napoletano del Settecento è l'unico in cui la scena sacra occupa una porzione minima dello spazio. Tutto il resto è Napoli: il mercato con i banchi del pesce e i salumi, la taverna piena di avventori, il ciabattino, i mendicanti, i suonatori.
È una scelta teologica travestita da folklore. Facendo nascere il Bambino in mezzo alla città contemporanea, e per giunta in un angolo che rischia di sfuggire, il presepe afferma che l'incarnazione avviene dentro la vita ordinaria e passa quasi inosservata.
Le figure hanno testa, mani e piedi in terracotta dipinta su un'anima di stoppa e fil di ferro, vestita con stoffe vere in miniatura. Erano oggetti da collezione aristocratica, commissionati a scultori affermati: sotto Carlo di Borbone farne uno era una gara di prestigio fra famiglie.
Linea continua: dati osservati; linea tratteggiata e fascia più tenue: stima fra osservazioni. Un punto segna i mesi in cui il mercato si è mosso: pieno se il valore nasce da vendite concluse, vuoto se da prezzi richiesti. La fascia mostra la dispersione dei prezzi, non un prezzo garantito, e le cifre sono indicative: sono arrotondate di proposito e non corrispondono al prezzo di una singola vendita.
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