C.A.R.M. - Corrado Cagli, Davide Salmista
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Bruno Saetti è uno dei pochissimi pittori italiani del Novecento ad aver praticato sistematicamente il vero affresco, cioè il colore steso sull'intonaco ancora umido, che si fissa con la presa della calce.
È una tecnica che nel secolo scorso quasi nessuno usava più, e per una ragione semplice: non ammette ripensamenti. Bisogna decidere in giornata quanta superficie si riesce a dipingere, tracciare la giornata, e chiuderla; ciò che non funziona si stacca e si rifà da capo. La pittura moderna, fondata sul ripensamento continuo, è incompatibile con questo calendario.
Saetti aggirò il problema portandosi il muro in studio: dipingeva a fresco su supporti mobili, di dimensioni contenute, ottenendo quella luce opaca e polverosa che nessun altro legante riproduce.
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