La Divina Commedia - Purgatorio, Canto IX
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Il terzo canto del Purgatorio racconta l'incontro con Manfredi, figlio di Federico II, morto a Benevento nel 1266 combattendo contro gli angioini.
Manfredi era scomunicato, e per la dottrina del tempo questo bastava a dannarlo. Dante lo mette invece in Purgatorio e gli fa dire una frase che nel Trecento era quasi un'eresia: «per lor maladizion sì non si perde, che non possa tornar l'etterno amore»: la maledizione della Chiesa non basta a impedire il perdono di Dio, finché c'è un filo di pentimento.
Il suo corpo, racconta Manfredi, fu disseppellito per ordine di un vescovo e gettato oltre il confine del Regno, «a lume spento»: uno dei passaggi in cui Dante mostra più chiaramente cosa pensasse degli abusi ecclesiastici.
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