La Divina Commedia - Paradiso, Canto III
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Il quinto canto del Paradiso si apre con Beatrice che spiega perché un voto non si possa sciogliere a piacimento, e nel farlo pronuncia la definizione più netta che la Commedia dia della libertà.
Il dono più grande che Dio abbia fatto creando, dice, quello che più somiglia alla sua stessa bontà e che lui più apprezza, è la libertà del volere: ne furono dotate le creature dotate d'intelligenza, e solo quelle. Da qui la gravità del voto: chi lo pronuncia offre in sacrificio proprio quella cosa, e non ha più nulla di equivalente da dare in cambio.
È un ragionamento giuridico e insieme la chiave dell'intero poema. Un aldilà in cui le anime stanno dove stanno per una scelta e non per un destino ha senso soltanto se quella scelta era davvero libera, e Dante lo mette per iscritto qui, a metà della terza cantica.
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